lunedì 21 febbraio 2011

Omeopatia omotossicologia

Mio articolo pubblicato sul sito disabiliabili


salutePer due anni e mezzo dopo aver avuto una diagnosi non convenzionale tramite il biotest, bioscreening e l’eav  ho seguito  un procollo di cura con medicamenti omeopatici e omotossicologici, datami dal dott. Cavallino, un medico umano e preparato. Grazie a questa cura sono riuscita a ridurre una parte dei disturbi, soprattutto quelli che riguardano la concentrazione e la memoria.       Clicca qui per leggere il mio protocollo.


Cosa sono. L'omeopatia e l'omotossicologia fanno parte di quelle medicine dette, con una brutta parola, "alternative". In realtà, esse non sono alternative a nulla dal momento che la medicina è una e una sola. E' assai più giusto chiamarle "complementari" dal momento che esse investigano aspetti diversi di uno stesso fenomeno: lo stato di salute o di malattia dell'individuo.

L'Omeopatia nasce alla fine del 1700 per merito del medico tedesco Samuel Hanemann che ebbe l'intuizione di poter curare le malattie mediante una serie di sostanze provenienti dal mondo animale, vegetale e minerale che, se in alte dosi, erano in grado di provocare gli stessi sintomi della malattia in esame, mentre, se fortemente diluite, avevano la capacità di curare la malattia. Hanemann sperimentò su di sé queste sostanze ricavandone una farmacopea che chiamò "materia medica" e che, ancora oggi, riveduta ed ampliata, è di comune uso da parte dei moderni omeopati.

L'Omotossicologia, invece, nasce negli anni '30 del secolo scorso per merito di un altro medico tedesco: Hans Heinrich Reckeweg che, partendo dalle intuizioni di Hanemann, introdusse il concetto di "tossina" come base della malattia, intendendo per tossina tutto ciò che può essere in grado di turbare lo stato di salute dell'individuo, ampliando, così, il concetto che con questo vocabolo si intende nella medicina tradizionale. Secondo Reckeweg la malattia non è altro che l'espressione della lotta fra l'organismo ed una tossina che ne sta turbando l'equilibrio. Da qui la necessità di non dare eccessiva importanza ai sintomi ma di cercare di capire il turbamento dell'organismo nel suo insieme: nasce la medicina "olistica". Quindi, per curare una malattia, non basta evidenziarne i sintomi, ma bisogna osservare come l'organismo si comporta di fronte ad essa e in che modo si difende.

La tavola delle omotossicosiOgni malattia si inquadra in una tabella divisa i sei fasi: reazione, infiammazione, deposito, impregnazione, degenerazione e neoplastica. Andando dalla prima all'ultima si va verso l'aggravamento, tornando indietro si va verso la guarigione (vicariazioni). A seconda della fase in cui si colloca la malattia sono indicati alcuni tipi di farmaci. Da qui deriva l'importanza di effettuare, prima di tutto, una diagnosi di fase. Si passerà, poi, a cercare di capire la "costituzione" dell'individuo vale a dire quelle caratteristiche psico-fisico-genetiche che differenziano un individuo da un altro e che, a loro volta, influenzano il "miasma" vale a dire la modalità con cui un individuo si ammala e che caratterizza il modo in cui ogni individuo "si fa" quella malattia. Esistono farmaci tipici costituzionali e miasmatici che, in realtà, sono più cari agli omeopati puri che agli omotossicologi data la difficoltà di individuare, oggi, delle costituzioni pure. Tornando alle sei fasi, le prime 3 sono dette "umorali" in quanto le alterazioni che si registrano non interessano la cellula ma solo il connettivo e quindi hanno una prognosi favorevole, mentre le seconde 3 coinvolgono la cellula nei suoi organuli e quindi nel suo funzionamento per cui appaiono di maggiore gravità (fasi "cellulari"). L'omotossicologia possiede moltissimi rimedi sia per le fasi umorali che per quelle cellulari. Una malattia può aggravarsi e passare da una fase umorale a quella cellulare e viceversa (vicariazioni progressive e regressive). E' quello che succede quando una malattia peggiora (vicariazione progressiva) o quando guarisce (vicariazione regressiva).

Il DrenaggioAlla base di ogni terapia omeopatica e, ancor più, omotossicologica sta il drenaggio. E si capisce perché. Se la malattia è causata dalla presenza di tossine di vario tipo inquinanti prima il connettivo e poi la cellula, la guarigione si potrà ottenere solo con la loro rimozione, cioè con il loro drenaggio. Anche in questo caso si adotteranno farmaci più adatti al drenaggio umorale ed altri a quello cellulare, a seconda della collocazione della malattia sulla tavola delle omotossicosi. Esiste anche un drenaggio "emuntoriale" vale a dire un drenaggio riguardante i principali organi emuntori (fegato, rene, polmone, cute, intestino) che dovranno sempre essere in grado di smaltire le tossine rimosse dagli altri distretti per convogliarle verso l'esterno (feci, urine, respiro, sudore, etc). Senza il drenaggio si rischia l'aggravamento omeopatico, vale a dire una situazione, transitoria ma fastidiosa, di peggioramento dello stato del paziente a causa dell'accumularsi di tossine rimosse ma non espulse. Il drenaggio si attua con i farmaci adatti o prima dell'inizio della terapia vera e propria, o, più frequentemente, insieme ad essa. Spesso si prolunga anche al di là della fase di guarigione per consolidare il risultato della cura.

I medici  riferiti dai pazienti.
Dott. Cavallino sito: www.smige.net email: info.smige@gmail.com Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. tel: 39.333.3942207 fax: 39.010.8900411

Dott.Alberto Moschini sito:http://www.omeopatiaitalia.org/ email: albertomoschini@omeopatiaitalia.org Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  tel : 0585- 040149 Cel: 348/8240402 3896497820
 

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