martedì 1 febbraio 2011

Terapia per dolore cronico: ldn e fibromialgia

ARTICOLO E' COMPARSO SU UN DOCUMENTO DEL CENTRO MEDICO DELL' UNIVERSITA' DI STANFORD IN CALIFORNIA

UNO STUDIO PILOTA CONDOTTO DAL CENTRO MEDICO DELL'UNIVERSITA' DI STANFORD HA EVIDENZIATO CHE  UNA MEDICINA POCO COSTOSA RIDUCE IL DOLORE NELLA FIBROMIALGIA .

Per Tara Campbell l'esordio della sua fibromialgia inizio' lentamente con ripetuti mal di gola, febbre e fatica. Da quando ebbe la diagnosi, un anno dopo, era sempre piu' debilitata,con sintomi simili a quelli influenzali e stanchezza  cronica che spesso la costringeva a passare la giornata sul divano. "Un anno fa ho raggiunto la peggior condizione " dice la Campbell,39 anni di Walnut Creek  in California "avevo tanto dolore diffuso per il corpo che bastava che i miei figli o mio marito mi toccassero per farmi male".I dolori sono ancora in parte presenti ma da quando ha preso parte ad un trial clinico all' universita' medica di Stanford nella primavera del 2008, e' migliorata tantissimo,al punto che ha ripreso a lavorare come decoratrice interna e anche come responsabile della campagna di raccolta fondi nella scuola della figlia. Adesso riferisce:"non sono ancora al 100%,non sono ancora la persona che ero prima della malattia,ma sto veramente meglio." Campbell era una delle 10 donne con fibromialgia che hanno preso parte al piccolo studio di 14 settimane che ha testato l'uso di basse dosi di naltrexone nel trattamento del dolore cronico. La medicina che in dosaggi piu' alti e' stata usata per 30 anni nella lotta alla dipendenza da droghe pesanti,se usata in piccole dosi ha dimostrato essere utile nel ridurre i sintomi della fibromialgia(dolore e fatica).Questo e' stato osservato con un 30% di risultati positivi rispetto ai pazienti che assumevano placebo.(Risultati pubblicati sul giornale americano della medicina del dolore).
La quantita' dei pazienti che hanno risposto positivamente al trattamento e'stata realmente alta,ha commentato il dr.Sean Mackey,professore di anestesia e capo della divisione del centro di trattamento del dolore all' universita' medica di Stanford,aggiungendo che alcuni pazienti hanno deciso di sospendere i farmaci tradizionali e continuare con il naltrexone a basso dosaggio. Tra questi,alcuni sono tornati al lavoro migliorando notevolmente la qualita' della vita,.
Attualmente il dr.Mackey e colleghi restano cauti nel proporre al terapia,in quanto e' comunque in fase di verifica e attendono gli sviluppi di una ricerca piu' profonda avviata su un nr.maggiore di pazienti per un periodo piu' lungo.
Il farmaco e' particolarmente promettente e poco costoso,inoltre sembra privo di effetti collaterali,infatti l'unico fenomeno avverso sembra essere rappresentato da difficolta' a prendere sonno e sogni bizzarri.
La fibromialgia e' una patologia difficile da diagnosticare e non esiste nessun test ematico che ne riveli la presenza. E' una patologia che sembra colpire il 4 % della popolazione.
L'idea di provare a trattare il dolore con il naltrexone a basso dosaggio nacque in quanto alla richiesta fatta ai pazienti"c'e' qualche farmaco  che sembra aiutarvi nella malattia",molti di loro rispondevano" si il naltrexone in basse dosi".A questi dosaggi si suppone che il naltrexone  moduli le cellule  gliali  nel sistema nervoso,le quali provvedono a supportare e proteggere i neuroni e agiscono da collegamento tra il sistema neuronale e quello infiammatorio. Stiamo verificando sempre piu' che probabilmente modulando le cellule gliali possiamo arrestare il processo di diffusione del dolore nei pazienti(dice il dr.Mackey) ,Da notare che molte donne coinvolte nello studio come ad es la Campbell,stanno continuando ad assumere naltrexone a basso dosaggio anche adesso che il trial e' finito,in virtu' dei notevoli miglioramenti avuti sui sintomi della patologia e sulla qualita' della vita


Clicca qui per scoprire cosa e' il naltrexone
:http://www.ldnitalia.org/ldn.htm

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