domenica 20 marzo 2011

Cloruro di magnesio

COMUNICATI ANDROMEDA 15.1
Fino ad oggi, generalmente, si è cercato di supplire
alla carenza di magnesio utilizzando
soprattutto la dolomite, (1) che, purtroppo, però, può
contenere tracce di metalli tossici (piombo, mercurio,
cadmio), il che la rende sconsigliabile. L’uso del cloruro
di magnesio risulta invece consigliabile sia
come integratore alimentare, che come vera e propria
terapia in un ampio spettro di patologie. Esso
ha inoltre il vantaggio di essere economico e facilmente
assimilabile (pur essendo un sale inorganico),
e ha inoltre la capacità (unico fra i sali di magnesio)
di essere efficace nella terapia delle malattie infettive,
capacità dovuta al suo effetto stimolante sui
globuli bianchi ed in generale su tutto il sistema
immunitario.
Questo effetto, definito citofilassi, venne scoperto
nel 1915 dal prof. Pierre Delbet, dell’Accademia
di Medicina di Parigi, (2) allorché, avendo iniziato
ad utilizzare una soluzione di cloruro di magnesio
(alla concentrazione del 12,1 per 1000) per il lavaggio
delle ferite, constatò che non solo questa non
danneggiava i tessuti (come accadeva normalmente
con la maggior parte degli antisettici usati in quei
casi) ma facilitava addirittura la guarigione della ferita
stessa, evitando inoltre pericolose complicazioni
come le sovrainfezioni batteriche (assai frequenti a
quei tempi) grazie appunto alla sua azione di stimolo
sull’attività dei globuli bianchi. Tale azione (come
Delbet ben presto scoprì) non è limitata ai globuli
bianchi, ma è generale ed aspecifica: agisce cioè a
livello di tutte le cellule dell’organismo e non solo di
quelle coinvolte nei meccanismi di difesa.
Delbet iniziò quindi ad utilizzare la soluzione anche
per via orale e si accorse che questa procurava spesso
ai pazienti una sensazione di benessere generale, di
energia, una maggiore resistenza alla fatica ed una
maggiore stabilità emotiva. (3)
Fu così che parecchie persone iniziarono ad assumere
la soluzione di cloruro di magnesio semplicemente
per il suo effetto tonico e molte di queste,
sofferenti di diverse affezioni, notarono che queste
scomparivano. Al prof. Delbet giunsero così notizie
di guarigioni estremamente varie e completamente
inaspettate che lo spinsero ad approfondire gli studi
sugli effetti del cloruro di magnesio; questo gli permise
di confermarne la positiva azione nei confronti
di numerose patologie:
- dell’apparato digerente: in caso di coliti, di colecistiti
e di angiocoliti
- del sistema nervoso: nel tremore senile, nel morbo
di Parkinson, e nei crampi muscolari
- della pelle: nell’acne giovanile, nell’eczema, nella
psoriasi, nelle verruche, nei geloni, nel prurito.
Delbet dimostrò inoltre come il cloruro di magnesio
migliorasse lo stato di unghie e capelli, aumentasse
la resistenza alla tossicità degli anestetici, e come
potesse migliorare diverse patologie legate allo stato
allergico quali raffreddore da fieno, orticaria, pruriti
di vario genere (anche emorroidi) e persino
edema di Quincke.
Il cloruro di magnesio sembrò avere anche un buon
effetto “anti-invecchiamento” poiché si dimostrò
in grado di migliorare (o addirittura di prevenire)
diversi disturbi tipici dell’età senile (ipertrofia prostatica,
impotenza, disturbi cerebrali e circolatori,
ecc.). Inoltre, applicato localmente sotto forma di
pomata, riuscì a fare inscurire (anche se non completamente)
capelli e peli di barba oramai sbiancati da
anni, come pure riuscì a scolorire le macchie cutanee
color ocra bruna, molto frequenti negli anziani.

COMUNICATO ANDROMEDA n. 15/92
"IL MICROBO NON È NULLA È IL TERRENO CHE È TUTTO"(*)
Il Cloruro di Magnesio nella prevenzione e cura
delle malattie infettive e degenerative

L’importanza del magnesio, per decenni, è stata ampiamente sottovalutata, ma, da qualche anno, questo minerale
sta acquistando un ruolo di tutto riguardo sia nella terapia classica che in quella naturale. La pubblicazione
dei risultati di sempre più numerosi studi dimostra l’importanza di questo elemento per un perfetto funzionamento
del nostro organismo; il magnesio, infatti, risulta indispensabile per l’attività di oltre 300 enzimi,
svolgendo un ruolo fondamentale a livello di pressoché tutti gli apparati (nervoso, cardiovascolare, osseo,
digestivo, ecc.).
Delbet concentrò poi le sue energie nello studio
dei rapporti fra magnesio e cancro e, dopo olte esperienze cliniche e di laboratorio, concluse
che il magnesio (sotto forma di cloruro) esercitava un effetto preventivo nei confronti del cancro. Tale effetto riusciva anche ad impedire che lesioni già precancerose degenerassero in cancro vero e proprio (p. es. leucoplasie, ipercheratosi, mastopatie croniche, ecc.). Questa sua ipotesi fu confermata da studi geologici ed epidemiologici, eseguiti da altri ricercatori, che stabilirono l’esistenza di un rapporto inverso fra ricchezza del terreno (e quindi del cibo su di esso coltivato) in magnesio e casi di cancro in quella determinata zona; vale a dire più magnesio = meno
cancro, e viceversa. Lo stesso si poteva dire per il tenore in magnesio del sale marino utilizzato in
diverse zone. Anche qui, più magnesio = meno cancro. Delbet dimostrò quindi che era possibile ridurre  l’incidenza dei tumori con l’uso regolare del cloruro di magnesio e sostenne che questo sale poteva essere d’aiuto anche dal punto di vista terapeutico, dato che si era rivelato in grado di
rallentare l’evoluzione dei tumori negli animali di laboratorio.
Delbet vedeva nel depauperamento in magnesio delnostro cibo la causa principale dell’aumento dei casi di tumore e sosteneva che le cause di tale carenza nella nostra dieta fossero l’eccessivo abburattamento delle farine, l’abbandono dell’uso del sale marino integrale e, soprattutto, gli errori dell’agricoltura, in particolare l’uso di concimi che alterano profondamente e pericolosamente l’equilibrio minerale el terreno (e quindi dei vegetali che vi vengono
coltivati). Nei suoi due libri Politique preventive du Cancer
(1944) e L’Agriculture et la Santè (1945), egli auspicava
che venissero corretti al più presto questi errori
ma, sapendo benissimo che purtroppo l’attesa sarebbe
stata lunga, consigliava nel frattempo l’assunzione
regolare di cloruro di magnesio per cercare di ridurre
al minimo i rischi di cancro e di altre malattie degenerative.
Il cloruro di magnesio non è certo in grado,
da solo, di guarire il cancro, ma può certamente
dare il suo contributo se inserito in una
corretta strategia terapeutica.
Il prof. Delbet trovò un degno successore nel dott.
Neveu, il quale ampliò ulteriormente il campo
d’azione del cloruro di magnesio, aumentandone le
dosi e sperimentandolo nelle due terribili malattie
infettive di quegli anni: la difterite e la poliomielite,
ottenendo dei risultati straordinari: praticamente il
100% di guarigioni (se il trattamento veniva iniziato
tempestivamente) e tempi rapidi di perfetta guarigione
(soli 2-3 giorni) delle malattie che, inoltre,
non lasciavano sequele.
Visti i risultati, Neveu cercò di diffondere questo
metodo, sì che tutti potessero beneficiarne, ma
si scontrò con un muro di ostruzionismo da parte
della Medicina Ufficiale (2). Neppure il vecchio Delbet,
che pure era membro dell’Accademia di Medicina,
riuscì a rompere questo isolamento ed a diffondere
i risultati di Neveu. I più celebri medici “ufficiali”
dell’epoca (primo fra tutti il prof. Lepine, responsabile
del reparto di Virologia dell’Istituto Pasteur) ignorarono
volutamente i resoconti di Neveu, negarono
l’efficacia del metodo (nonostante avessero avuto
notizie attendibili del contrario) e si rifiutarono di
sperimentarlo in maniera corretta ed alla luce del sole.
Perché tutto questo? Semplicemente perché un trattamento
efficace della poliomielite o della difterite
avrebbe reso inutili le relative vaccinazioni, mentre
l’interesse comune era di generalizzarle. Sottolineiamo
come questa non sia una nostra illazione, ma la
motivazione ufficiale con la quale l’Accademia di
Medicina rifiutò la pubblicazione, sul proprio Bollettino
delle Comunicazioni, che Delbet, dopo lungo
penare, era riuscito a fare sulla terapia di Neveu.
Ma il dott. Neveu non si diede per vinto e continuò
a sperimentare il cloruro di magnesio nelle
affezioni più diverse, ottenendo ottimi risultati nelle
tonsilliti e nelle faringiti, nella raucedine, nel
raffreddore comune, nell’influenza, nell’asma,
nella bronchite, nella broncopolmonite, nell’enfisema
polmonare, nelle malattie “dei bambini” (pertosse,
morbillo, rosolia, parotite, scarlattina…),
nelle intossicazioni alimentari e professionali,
nella gastroenterite neurotossica dei lattanti, negli
ascessi e nei foruncoli, nell’eczema, nell’erisipela,
nel giradito, nelle punture settiche, nei morsi di
vipera, nella febbre puerperale, nell’osteomielite.
Ma le indicazioni della terapia con cloruro di
magnesio non finiscono qui.
Negli anni seguenti altri medici hanno verificato
molte delle precedenti indicazioni, aggiungendone
delle nuove, quali le crisi di asma, gli stati di shock
ed il tetano (terapia per via endovenosa), l’herpes
zoster (fuoco di Sant’Antonio) le congiuntiviti
acute e croniche, le neuriti ottiche, molte forme
allergiche, le malattie reumatiche, le astenie primaverili,
e da ultima la neonata (per l’Italia) Sindrome
da Stanchezza Cronica.
COMUNICATI ANDROMEDA 15.3
Mentre nelle malattie acute il cloruro di magnesio
procura una guarigione rapida e completa,
nei disturbi cronici, spesso, l’effetto benefico del
cloruro di magnesio dura soltanto finché se ne
continua la somministrazione, cessando al cessare
di questa. Il motivo di tutto ciò va ricercato
nel fatto che i sali alogeni di magnesio, come
sempre ebbe a chiarire Delbet, non vanno considerati
dei medicamenti, ma degli alimenti, la cui
carenza provoca disturbi vari e questa carenza
va crescendo nei paesi più "civilizzati".
L’elencazione che precede non pretende affatto di
essere completa in quanto probabilmente altre
patologie possono cedere al trattamento citofilattico
correttamente applicato, poiché questa è una terapia
particolarmente “giovane”, che non ha ancora
mostrato tutte le sue potenzialità.
In conclusione, la sperimentazione effettuata a
tutt’oggi consente di individuare il seguente protocollo
per l’uso del cloruro di magnesio:

DOSI
Una dose è costituita da 3.125 mg di cloruro dimagnesio cristallizzato (4), sciolto in circa 125 cc(un ottavo di litro) di acqua.

UTILIZZO (5)
- Adulti e bambini sopra i 5 anni: una dose (125 cc)
Per i bambini di età inferiore ai 5 anni, si preparerà la
stessa soluzione, ma di questa ne verranno assunte
soltanto le quantità seguenti:
- Bambini di 4 anni: 100 cc
- Bambini di 3 anni: 80 cc
- Bambini di 1 e 2 anni: 60 cc
SOMMINISTRAZIONE
Le dosi suddette vanno così somministrate:
- nei casi acuti (malattie febbrili e acute in genere):
ogni 6 ore
Le dosi verranno progressivamente spaziate: prima
ogni 8 ore, poi ogni 12 ore, man mano che i segni
clinici migliorano.
Dopo la guarigione è preferibile continuare il trattamento,
ogni 12 ore, per qualche giorno, per evitare
ricadute.
- nei casi cronici: ogni 12 ore (naturalmente per
tempi lunghi, minimo 40÷60 giorni).
- a scopo preventivo e come fonte supplementare
di magnesio: una volta al giorno.
Dobbiamo ricordare, infine, che l'uso del Cloruro
di Magnesio trova vastissima applicazione,
e con ottimi risultati, anche in campo veterinario.

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